Come mostri, ritornano, 2024

Cristian Boffelli
Grandi formati, esemplari unici. Collezione privata, Tokio, Giappone.
Figure che rappresentano tanto il reale, quanto il mondo interiore
Bergamasco di nascita, Cristian Boffelli espone la sua prima opera nel 1994, da allora il percorso artistico lo porta in alcune delle principali città del mondo tra cui New York, San Paolo e Tokyo, dove attualmente vive.
Nei suoi lavori, l’incisione e la litografia, considerate i mezzi più diretti di espressione poiché non ammettono ripensamenti, danno vita a uomini e animali alterati nelle loro proporzioni e nella loro riconoscibilità.
Figure che rappresentano tanto il reale, quanto il mondo interiore, entrambi sconosciuti e ancora da esplorare. Tra le principali esposizioni spiccano le partecipazioni alla Biennale di Nakanojo, appuntamento che nel 2023 lo vedrà protagonista per la quinta volta.
Un conoscenza di vecchia data
Cristian Boffelli è da sempre di casa, una presenza costante dell'atelier.
Nel corso degli anni, si sono susseguite numerose occasioni di confronto e collaborazione: dai primi progetti di scambio agli inizi degli anni 2000, come Aspettando l'Inatteso, uno scambio espositivo tra Italia e Svizzera, sino alle collaborazioni con l’associazione LPK e il Progetto K1. Sono poi seguite esposizioni e incontri oltreoceano, in Brasile, presso il Sesc Pompéia e il Centro Culturale di San Paolo, e mostre in Europa, come ad Amsterdam nei Paesi Bassi e in Italia, dove ha esposto insieme a Daniela Lorenzi.
Nel 2015, grazie alla collaborazione con Kai Kruger, che ha portato alla creazione della serie Come mostri, ritornano.
Si tratta di un insieme di pelli intere stampate con matrici xilografiche incise e sagomate dall'artista. Le pelli sono state stampate per una collezione privata, in atelier con Daniela, durante uno dei suoi viaggi da Tokio.

Come mostri, ritornano, 2024

Cristian Boffelli
Grandi formati, esemplari unici. Collezione privata, Tokio, Giappone.
Figure che rappresentano tanto il reale, quanto il mondo interiore
Bergamasco di nascita, Cristian Boffelli espone la sua prima opera nel 1994, da allora il percorso artistico lo porta in alcune delle principali città del mondo tra cui New York, San Paolo e Tokyo, dove attualmente vive.
Nei suoi lavori, l’incisione e la litografia, considerate i mezzi più diretti di espressione poiché non ammettono ripensamenti, danno vita a uomini e animali alterati nelle loro proporzioni e nella loro riconoscibilità.
Figure che rappresentano tanto il reale, quanto il mondo interiore, entrambi sconosciuti e ancora da esplorare. Tra le principali esposizioni spiccano le partecipazioni alla Biennale di Nakanojo, appuntamento che nel 2023 lo vedrà protagonista per la quinta volta.
Un conoscenza di vecchia data
Cristian Boffelli è da sempre di casa, una presenza costante dell'atelier.
Nel corso degli anni, si sono susseguite numerose occasioni di confronto e collaborazione: dai primi progetti di scambio agli inizi degli anni 2000, come Aspettando l'Inatteso, uno scambio espositivo tra Italia e Svizzera, sino alle collaborazioni con l’associazione LPK e il Progetto K1. Sono poi seguite esposizioni e incontri oltreoceano, in Brasile, presso il Sesc Pompéia e il Centro Culturale di San Paolo, e mostre in Europa, come ad Amsterdam nei Paesi Bassi e in Italia, dove ha esposto insieme a Daniela Lorenzi.
Nel 2015, grazie alla collaborazione con Kai Kruger, che ha portato alla creazione della serie Come mostri, ritornano.
Si tratta di un insieme di pelli intere stampate con matrici xilografiche incise e sagomate dall'artista. Le pelli sono state stampate per una collezione privata, in atelier con Daniela, durante uno dei suoi viaggi da Tokio.
Il rapporto con la tradizione. Video @ Alberto Nacci