La mappa come strategia d’interconnessione tra spazio e percezione.
...dice Barthes, bisognerebbe definirla come “camera lucida o camera chiara”: uno spazio in cui l'essenza è già presente seppure ancora in ombra, tutto è già palese ma da scoprire.
La mappa, come le nuvole, è un tema ricorrente nella ricerca di
Mascia Manunza.
Camera Chiara è il risultato e la somma di diversi stadi di lavoro, una sovrapposizione di immagini a stesure semitrasparenti che permettono di leggere i diversi strati/passaggi dei diversi momenti della stampa. Il processo diventa il dispositivo riflettente dell’immagine.
Le mappe geografiche metropolitane e sotterranee sono l'immaginario di partenza. La rappresentazione di un qualcosa che c'è, è fisico, ma che allo stesso tempo non appare immediatamente ai nostri occhi e che lascia spazio al nostro immaginario. Modificare, alterare nella volontà di riconosce e reinventare allo stesso tempo lo spazio geografico. Tracciare, percorsi in continua evoluzione, così che l'idea stessa di mappa diventi mentale, diventi strategia di ciò che si puo’ ricostruire e modificare costantemente.
La rappresentazione di una realtà alterata: scorciatoie d’interconnessione tra spazio e percezione.
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