Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche, 2025

Ilaria Turba
Consulenza e realizzazione elementi installazione. Un progetto di Ilaria Turba, a cura di Daniele De Luigi. Sconfinamenti #2 Progetto promosso dai Comuni di Albinea, Quattro Castella e Canossa, Reggio Emilia, Italia.
Un’opera pubblica partecipativa
Nuêter - Costellazioni nelle Terre Matildiche è un’opera pubblica partecipativa di Ilaria Turba, inaugurata nel 2025 nelle colline reggiane (Albinea, Canossa, Quattro Castella).
Consiste in tre costellazioni di dischi di ottone specchiante con fotografie incise, una forma finale di restituzione del processo di elaborazione collettiva di archivi fotografici, condotto dall'artista attraverso incontri con le tre diverse comunità.
Le tre opere permanenti sono poste su edifici simbolici: Villa Tarabini ad Albinea, la Casa del Mezzadro a Puianello (Quattro Castella) e il Centro Sociale Autogestito di Borzano di Canossa. Questi spazi rappresentano luoghi di trasformazione sociale e architettonica, simboli di comunità radicata nel territorio.
Curato da Daniele De Luigi, il progetto, promosso dalle Amministrazioni comunali, mira a integrare l’arte nel paesaggio naturale per rafforzare il legame tra cittadini e territori. Favorisce un’arte partecipativa, volta a coinvolgere attivamente la comunità, rafforzando senso di appartenenza e memoria collettiva.
Un archivio collettivo di 60.000 fotografie
Attraverso incontri, interviste e attività ludiche, il progetto ha generato un archivio collettivo di oltre 60.000 fotografie, che rappresentano un patrimonio di memorie e immaginari condivisi. Solo una selezione di 55 di tutte le immagini raccolte compone le tre opere permanenti.
[...] DDL: Alla fine per realizzare le tre opere hai scelto 55 immagini e io spesso mi sono chiesto come hai fatto, da decine di migliaia di immagini, a fare una prima selezione, poi un'altra selezione, poi un'altra selezione e arrivare a questa finale. Che criteri hai usato?
IT: La prima scrematura ha portato a 350 immagini per gli album. Gli album di Puianello e Borzano contengono 100 immagini ciascuno, mentre quello di Albinea ne ha 150, perché c’erano troppe feste e troppi avvenimenti, per questo abbiamo deciso di ampliare la selezione. Le immagini su cui le persone potevano selezionare la porzione tonda erano invece 180.
Da questa selezione, arrivare a 20 fotografie per comune — Borzano ne ha quindici, un po’ meno — è stato un lavoro molto complesso fatto di intrecci tra vari elementi.
Ho considerato quanti segni tondi erano stati disegnati sulle fotografie, e quante immagini erano state commentate e votate: c’era infatti una zona in cui si poteva mettere una X se l’immagine piaceva. In questo modo ho creato una sorta di classifica per ogni luogo basata su queste preferenze.
Poi, riascoltando tutte le interviste fatte — ne ho registrate circa cinquanta — e partendo dal lavoro di raccolta delle testimonianze dei cittadini, ho deciso le costellazioni per ogni luogo. Ogni costellazione è composta da immagini diverse tra loro, ma in realtà esistono tantissime connessioni tra loro. Le fotografie arrivano da tempi diversi: alcune scattate con il cellulare l’anno scorso, altre risalenti all’Ottocento, ma insieme formano un insieme che “risuona”. E questo insieme è il frutto di tutto il processo: l’ascolto, la raccolta di informazioni e gli stimoli condivisi dalle persone.[...]
Matrici incise come elementi scultorei
Le immagini selezionate sono state trasformate in lastre di ottone incise.
Con un processo ibrido tra macchinari a controllo numerico e diversi passaggi di acquatinta tradizionale ogni soggetto è stato inciso su matrici tonde di ottone, poi inchiostrate e infine protette per resistere agli agenti atmosferici. Le matrici sono dunque opere uniche, elementi che compongono le tre costellazioni/installazioni permanenti.
Sempre citando un tratto dalla stessa intervista:
[...]DDL: Venendo all’opera finale, queste immagini sono state incise su tondi di ottone di dimensioni variabili, una tecnica molto particolare. Perché hai fatto questa scelta? Che effetto hai voluto ottenere? E che tipo di reazione ti aspetti che le persone avranno davanti all’opera?
IT: L’ottone è un materiale che ho già utilizzato in diverse opere, ed è un metallo che mi piace tantissimo: è povero, semplice, ma con una patina dorata che lo rende prezioso già a prima vista.
Abbiamo ragionato con Daniela Lorenzi/A14 su una serie di tecniche, alcune già usate con altri materiali, per incidere manualmente su una lastra in ottone un’immagine in modo che il soggetto fosse riconoscibile, ma non nei dettagli più precisi. L’effetto finale è quindi quello di una traccia, non di una riproduzione fedele dell’immagine fotografica. La lastra ha parti incise e parti non incise creando un effetto simile al dagherrotipo. Per chi non lo sapesse, il dagherrotipo è un’antica tecnica di stampa degli albori della fotografia stampata su metallo: l’immagine appare positiva o negativa a seconda di come cade la luce o in base all’angolo di visione. Questo crea un effetto molto particolare e cangiante. Queste lastre tonde funzionano anche come piccoli specchi: chi guarda si vede riflesso e sovrapposto all’immagine.  Mi piace che queste tracce fotografiche siano cangianti e brillanti e che il pubblico possa essere coinvolto nell’opera con la propria presenza riflessa.[...]
Borzano di Canossa (RE), Veduta dal Centro Sociale Autogestito. © Camila Schuliaquer

Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche, 2025

Ilaria Turba
Consulenza e realizzazione elementi installazione. Un progetto di Ilaria Turba, a cura di Daniele De Luigi. Sconfinamenti #2 Progetto promosso dai Comuni di Albinea, Quattro Castella e Canossa, Reggio Emilia, Italia.
Un’opera pubblica partecipativa
Nuêter - Costellazioni nelle Terre Matildiche è un’opera pubblica partecipativa di Ilaria Turba, inaugurata nel 2025 nelle colline reggiane (Albinea, Canossa, Quattro Castella).
Consiste in tre costellazioni di dischi di ottone specchiante con fotografie incise, una forma finale di restituzione del processo di elaborazione collettiva di archivi fotografici, condotto dall'artista attraverso incontri con le tre diverse comunità.
Le tre opere permanenti sono poste su edifici simbolici: Villa Tarabini ad Albinea, la Casa del Mezzadro a Puianello (Quattro Castella) e il Centro Sociale Autogestito di Borzano di Canossa. Questi spazi rappresentano luoghi di trasformazione sociale e architettonica, simboli di comunità radicata nel territorio.
Curato da Daniele De Luigi, il progetto, promosso dalle Amministrazioni comunali, mira a integrare l’arte nel paesaggio naturale per rafforzare il legame tra cittadini e territori. Favorisce un’arte partecipativa, volta a coinvolgere attivamente la comunità, rafforzando senso di appartenenza e memoria collettiva.
Un archivio collettivo di 60.000 fotografie
Attraverso incontri, interviste e attività ludiche, il progetto ha generato un archivio collettivo di oltre 60.000 fotografie, che rappresentano un patrimonio di memorie e immaginari condivisi. Solo una selezione di 55 di tutte le immagini raccolte compone le tre opere permanenti.
[...] DDL: Alla fine per realizzare le tre opere hai scelto 55 immagini e io spesso mi sono chiesto come hai fatto, da decine di migliaia di immagini, a fare una prima selezione, poi un'altra selezione, poi un'altra selezione e arrivare a questa finale. Che criteri hai usato?
IT: La prima scrematura ha portato a 350 immagini per gli album. Gli album di Puianello e Borzano contengono 100 immagini ciascuno, mentre quello di Albinea ne ha 150, perché c’erano troppe feste e troppi avvenimenti, per questo abbiamo deciso di ampliare la selezione. Le immagini su cui le persone potevano selezionare la porzione tonda erano invece 180.
Da questa selezione, arrivare a 20 fotografie per comune — Borzano ne ha quindici, un po’ meno — è stato un lavoro molto complesso fatto di intrecci tra vari elementi.
Ho considerato quanti segni tondi erano stati disegnati sulle fotografie, e quante immagini erano state commentate e votate: c’era infatti una zona in cui si poteva mettere una X se l’immagine piaceva. In questo modo ho creato una sorta di classifica per ogni luogo basata su queste preferenze.
Poi, riascoltando tutte le interviste fatte — ne ho registrate circa cinquanta — e partendo dal lavoro di raccolta delle testimonianze dei cittadini, ho deciso le costellazioni per ogni luogo. Ogni costellazione è composta da immagini diverse tra loro, ma in realtà esistono tantissime connessioni tra loro. Le fotografie arrivano da tempi diversi: alcune scattate con il cellulare l’anno scorso, altre risalenti all’Ottocento, ma insieme formano un insieme che “risuona”. E questo insieme è il frutto di tutto il processo: l’ascolto, la raccolta di informazioni e gli stimoli condivisi dalle persone.[...]
Matrici incise come elementi scultorei
Le immagini selezionate sono state trasformate in lastre di ottone incise.
Con un processo ibrido tra macchinari a controllo numerico e diversi passaggi di acquatinta tradizionale ogni soggetto è stato inciso su matrici tonde di ottone, poi inchiostrate e infine protette per resistere agli agenti atmosferici. Le matrici sono dunque opere uniche, elementi che compongono le tre costellazioni/installazioni permanenti.
Sempre citando un tratto dalla stessa intervista:
[...]DDL: Venendo all’opera finale, queste immagini sono state incise su tondi di ottone di dimensioni variabili, una tecnica molto particolare. Perché hai fatto questa scelta? Che effetto hai voluto ottenere? E che tipo di reazione ti aspetti che le persone avranno davanti all’opera?
IT: L’ottone è un materiale che ho già utilizzato in diverse opere, ed è un metallo che mi piace tantissimo: è povero, semplice, ma con una patina dorata che lo rende prezioso già a prima vista.
Abbiamo ragionato con Daniela Lorenzi/A14 su una serie di tecniche, alcune già usate con altri materiali, per incidere manualmente su una lastra in ottone un’immagine in modo che il soggetto fosse riconoscibile, ma non nei dettagli più precisi. L’effetto finale è quindi quello di una traccia, non di una riproduzione fedele dell’immagine fotografica. La lastra ha parti incise e parti non incise creando un effetto simile al dagherrotipo. Per chi non lo sapesse, il dagherrotipo è un’antica tecnica di stampa degli albori della fotografia stampata su metallo: l’immagine appare positiva o negativa a seconda di come cade la luce o in base all’angolo di visione. Questo crea un effetto molto particolare e cangiante. Queste lastre tonde funzionano anche come piccoli specchi: chi guarda si vede riflesso e sovrapposto all’immagine.  Mi piace che queste tracce fotografiche siano cangianti e brillanti e che il pubblico possa essere coinvolto nell’opera con la propria presenza riflessa.[...]
Festa di Sconfinamenti come momento di aggregazione per la raccolta delle immagini. Centro Sociale Autogestito Borzano di Canossa (RE). © Camila Schuliaquer
Festa di Sconfinamenti. Selezione dagli archivi fotografici condivisa con la cittadinanza. Centro Sociale Autogestito Borzano di Canossa (RE). © Camila Schuliaquer
Festa di Sconfinamenti. Gioco_proposta aperto a tutti, anche ai bambini per la selezione di porzioni di immagini. Centro Sociale Autogestito Borzano di Canossa (RE). © Camila Schuliaquer
Festa di Sconfinamenti. Gioco_proposta la selezione di porzioni di immagini. Centro Sociale Autogestito Borzano di Canossa (RE). © Camila Schuliaquer
Preparazione delle immagini selezionate.
L'artista nelle fasi di postproduzione delle immagini.
Processo di lavorazione delle immagini.
Inchiostrazione delle matrici.
Fase finale di stabilizzazione dell' inchiostro e protezione della matrice per l'installazione in esterno.
Comune di Albinea, Villa Tarabini. L'installazione finale, ideata dall'artista, rappresenta la restituzione conclusiva di tutto il processo collaborativo. © Camila Schuliaquer
Comune di Albinea, Villa Tarabini. Opera Ilaria Turba. © Camila Schuliaquer
Comune di Borzano di Canossa, Centro Sociale Autogestito. Opera Ilaria Turba. © Camila Schuliaquer
Comune di Borzano di Canossa, Centro Sociale Autogestito. Opera Ilaria Turba. © Camila Schuliaquer
Puianello di Quattro Castella, Casa del Mezzadro. Opera Ilaria Turba. © Camila Schuliaquer
Puianello di Quattro Castella, Casa del Mezzadro. Opera Ilaria Turba. © Camila Schuliaquer