Vessels, 2020

Julia Binfield
Residenza. Sessioni di stampa serigrafica e tecniche miste con orientamento.
Un lungo periodo di sperimentazione in atelier
Scrive Julia:
Mi piacerebbe dire che ho da sempre amato David Hockney, che William Scott fa partedel mio DNA (mia madre lo adorava), che sono stata influenzata da Russel Wright, scoperta fatta già da adulta.
Non vorrei sembrare troppo “British” però mi piacerebbe anche parlare della mia passione per tutto ciò che abita una dispensa, il termine corretto sarebbe “the kitchen cupboard”.
Forme semplici, perfette come le caraffe, i bicchieri, le bottiglie, le tazze ma anche i vasi che, sembrano inutili, e invece sono utilissimi per metterci i fiori e cambiare il corso di una giornata.
Vorrei far sapere che questa somma di passioni ha trovato uno sfogo nell’ atelier A14 di Daniela Lorenzi; Daniela, donna generosa, mi ha dato la libertà di esplorare tecniche diverse, fra queste ho scelto la serigrafia e lavorando con Georgia Garofalo abbiamo testato colori che potevano resistere al lavaggio stampando, stampando e stampando…insieme, abbiamo sperimentato la tecnica “matrioska”. L’abbiamo chiamata così perché ci permetteva di stampare 4 o 5 forme, con colori diversi, sovrapponendo i soggetti, lavando (lei) il telaio mentre io fissavo le stampe sotto la calda pressa.
Gli oggetti del quotidiano per un vocabolario personale
Julia Binfield interpreta oggetti di uso quotidiano, come sacche del pane, borse, grembiuli, integrandoli nelle sue creazioni su stoffa. Questi oggetti, assumono un valore estetico e narrativo, diventando parte integrante di un linguaggio visivo che mescola grafica, illustrazione e design.
Sono pezzi unici che combinano collage, serigrafia e ricamo a mano libera. Il risultato è un insieme creazioni che uniscono funzionalità e arte.
I paraventi funzionalità e narrativa poetica
In questa fase di ricerca, Julia si spinge oltre, grazie al periodo trascorso in atelier e agli incontri e scambi con altri artisti, progettando dei veri e propri paraventi.
Si tratta di paraventi che diventano veri e propri display, capaci di vivere non solo come oggetti di design, ma anche come libere composizioni visive. Questi elementi creano un vocabolario riconoscibile, estensibile e fruibile a più livelli. Elementi che si potrebbero trovare anche nello spazio di una galleria, ma che trovano la loro vera vita nello spazio domestico.
Gli stessi oggetti, infatti, ambientati in contesti naturali come il borgo di Villafredda, diventano anche espressione di un’arte domestica, un’arte vivibile.
La stessa Julia intervistata risponde:
In sintesi, dove li vedi collocati questi tuoi “lavori su stoffa”, nel campo della grafica, dell’illustrazione o del design?
Non saprei, prima mi chiedevi anche a quale tipo di persona potrebbero piacere e in che casa starebbero meglio. Ti rispondo proprio con la scelta della location che è l’intuizione di un mio amico fotografo, sommata alla generosità della famiglia che abita il borgo di Villafredda (Friuli). Un luogo che quando lo vedi la prima volta provi immediatamente il desiderio di vivere lì oppure, semplicemente, godi degli spazi senza il bisogno di decidere se li vuoi abitare. Un po’ come le persone che scelgono pezzi cuciti da me, sono molto diverse fra loro, non c’è un look o uno stile assoluto. Questo mi piace! Come mi piacerebbe molto vedere i miei pezzi usati, vissuti, portatifino allo sfinimento, come i giochi tanto amati.

Vessels, 2020

Julia Binfield
Residenza. Sessioni di stampa serigrafica e tecniche miste con orientamento.
Un lungo periodo di sperimentazione in atelier
Scrive Julia:
Mi piacerebbe dire che ho da sempre amato David Hockney, che William Scott fa partedel mio DNA (mia madre lo adorava), che sono stata influenzata da Russel Wright, scoperta fatta già da adulta.
Non vorrei sembrare troppo “British” però mi piacerebbe anche parlare della mia passione per tutto ciò che abita una dispensa, il termine corretto sarebbe “the kitchen cupboard”.
Forme semplici, perfette come le caraffe, i bicchieri, le bottiglie, le tazze ma anche i vasi che, sembrano inutili, e invece sono utilissimi per metterci i fiori e cambiare il corso di una giornata.
Vorrei far sapere che questa somma di passioni ha trovato uno sfogo nell’ atelier A14 di Daniela Lorenzi; Daniela, donna generosa, mi ha dato la libertà di esplorare tecniche diverse, fra queste ho scelto la serigrafia e lavorando con Georgia Garofalo abbiamo testato colori che potevano resistere al lavaggio stampando, stampando e stampando…insieme, abbiamo sperimentato la tecnica “matrioska”. L’abbiamo chiamata così perché ci permetteva di stampare 4 o 5 forme, con colori diversi, sovrapponendo i soggetti, lavando (lei) il telaio mentre io fissavo le stampe sotto la calda pressa.
Gli oggetti del quotidiano per un vocabolario personale
Julia Binfield interpreta oggetti di uso quotidiano, come sacche del pane, borse, grembiuli, integrandoli nelle sue creazioni su stoffa. Questi oggetti, assumono un valore estetico e narrativo, diventando parte integrante di un linguaggio visivo che mescola grafica, illustrazione e design.
Sono pezzi unici che combinano collage, serigrafia e ricamo a mano libera. Il risultato è un insieme creazioni che uniscono funzionalità e arte.
I paraventi funzionalità e narrativa poetica
In questa fase di ricerca, Julia si spinge oltre, grazie al periodo trascorso in atelier e agli incontri e scambi con altri artisti, progettando dei veri e propri paraventi.
Si tratta di paraventi che diventano veri e propri display, capaci di vivere non solo come oggetti di design, ma anche come libere composizioni visive. Questi elementi creano un vocabolario riconoscibile, estensibile e fruibile a più livelli. Elementi che si potrebbero trovare anche nello spazio di una galleria, ma che trovano la loro vera vita nello spazio domestico.
Gli stessi oggetti, infatti, ambientati in contesti naturali come il borgo di Villafredda, diventano anche espressione di un’arte domestica, un’arte vivibile.
La stessa Julia intervistata risponde:
In sintesi, dove li vedi collocati questi tuoi “lavori su stoffa”, nel campo della grafica, dell’illustrazione o del design?
Non saprei, prima mi chiedevi anche a quale tipo di persona potrebbero piacere e in che casa starebbero meglio. Ti rispondo proprio con la scelta della location che è l’intuizione di un mio amico fotografo, sommata alla generosità della famiglia che abita il borgo di Villafredda (Friuli). Un luogo che quando lo vedi la prima volta provi immediatamente il desiderio di vivere lì oppure, semplicemente, godi degli spazi senza il bisogno di decidere se li vuoi abitare. Un po’ come le persone che scelgono pezzi cuciti da me, sono molto diverse fra loro, non c’è un look o uno stile assoluto. Questo mi piace! Come mi piacerebbe molto vedere i miei pezzi usati, vissuti, portatifino allo sfinimento, come i giochi tanto amati.